CCK All’isola di Campalto – 3 Luglio 2016

Alla fine quel piattone è piaciuto anche alla Rita (seeeee…. quello con la salsiccia !!)

Pur rimanendo fedele alla vocazione acquabianchista ogni tanto ControCorrenteKayak si cimenta anche in acque piatte.

Prese le canoe lunghe da mare gentilmente messe a disposizione dal Doge della Laguna, Tito Pamio, dopo alcuni tentativi di imbarco svizzero dal molo (non tutti riusciti perfettamente), riuniti e protetti i principianti nella pancia del gruppo si parte alla volta dell’isola lì di fronte, quella di Campalto appunto con sullo sfondo la spettacolare Venezia.

I kayakisti da torrente messi in mare sono più goffi di una giraffa in una catacomba; ‘stè cacchio di barche non girano, hai un bel da fare agganci, non si riesce a dar pancia se non intorno a una tavola e sono più pese di un peschereccio.

Ma per non essere da meno di tutti questi veneti, perfettamente a loro agio sui loro siluri, ci prodighiamo anche noi in sorrisoni, in “ma che bello quando c’è il vento contro”, oppure in ” non vedevo l’ora di prendermi tutte quelle onde fianco così pagaio tutto il tempo dalla stessa parte”.

Il bluff è stato miseramente scoperto quando abbiamo raggiunto la Rita che si era portata un pò avanti per avvantaggiarsi sul gruppo, sembrava una nave fantasma alla deriva nella foschia della laguna!!!

Ormai lontana dalla rotta giusta, in balia della debolissima brezza, l’occhio calato e fisso al centro del pozzetto e con la barca che roteava lentamente su se stessa e le braccia abbandonate sul paraspruzzi.

La bandana che all’origine raccoglieva i capelli, ora calata in parte sugli occhi, sembrava la fasciatura di una ferita inferta alla testa di un soldato confederato della guerra di secessione ormai prossimo alla fine.

L’ho raggiunta e mentre ripassavo mentalmente il BLS ho notato che muoveva le labbra, quasi pregasse piano piano raccomandando l’anima al Dio degli oceani.
Sti cacchi!!!

Stava maledicendo me e tutto il CCK, quei bastardi che l’avevano convinta a venire sul piattone, tutto quello che è fermo, tutto quello che fa far fatica!!!!

In un temporale di insulti, di minacce, di bla bla bla ma detti molto incazzati, sono riuscito a trascinarla fino all’isola convinto che l’odore della grigliata potesse farle bene.
Avevo ragione!!!

Sull’isola si ergeva lui, Luigino il mitologico Presidente del CCP, novello Efesto Dio del fuoco, che nudo o quasi, domava le fiamme e il metallo rovente della griglia insaporendo con magiche spezie quei brandelli carne che venivano trasformati in succulente costoline.

Rita che, portata a braccia, continuava a ripetere come una litania “Moriremo tutti, moriremo tutti” alla vista del piatto colmo di carne ancora sfrigolante che le veniva porto ha esclamato: “Ecco l’unico piattone che mi piace!!!”

In un impeto di serietà devo congratularmi con quelli che hanno fatto una faticata bestia per permetterci un bellissima domenica tutti assieme.

Innanzi tutto il Canoa Club Padova-Limena che tutti assieme, guidati magistralmente dal Presidente Luigino, dalla consorte Sonia e dalla figlia Beatrice ( ma quanto conta una presidenza illuminata nella gestione di un club !?!?) si sono fatto un mazzo tanto per trasportare, attrezzare, cucinare per tutti al solo scopo del nostro piacere. Non ci si rende mai abbastanza conto della organizzazione che ci sta dietro!

Il grande Tito Pamio, dominatore della laguna, con la sua Associazione Arcobaleno che con pazienza e sempre sorridente ci ha assistiti in tutto quello che riguardava la navigazione.
Tutti i magnifici fotografi, tutti quelli che hanno pagaiato, tutti quelli che hanno aiutato qualcun altro, tutti quelli che hanno solo sorriso a una frase del vicino di posto.

Tutti preziosissimi amici!!!!

Grazie ai CCK di esistere e ai nostri principianti che vogliono diventarlo.

Grazie infine a Ivano che si offerto di compiere gli anni per l’occasione rendendo la festa più sentita.

Quando ci torniamo, Rita?

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