Prima il dovere poi il piacere: “Esami per brevetto istruttori FICT”

Bei ricordi quando i nostri istruttori in massa si sono recati alla sessione di esame per il brevetto.

CCK FICT

Ne è scaturito questo racconto “fantastico/favolistico” che apparentemente prende in giro bonariamente la nostra eccellente commissione d’esame, in realtà testimonia l’impegno e la serietà che hanno profuso sia gli esaminandi che gli esaminatori, al punto di immaginare la commissione d’esame in questo modo…

El Diablo suda sotto al sole come una fetta di salamino dimenticato sul tagliere il giorno di Ferragosto.

Certo, stare in ginocchio sul prato, con le mani legate dietro la schiena,  e davanti a quei tre, non aiuta a elaborare pensieri sereni.

Caldo soffocante, sole a picco, sete.

I polsi sono  torturati dal cappio di fil di ferro che li immobilizza, ma niente è peggio della vista dei tre davanti a lui;
sotto un ombrellone, mollemente sbracati sulle sedie in platica, dietro al tavolino colmo di fogli svolazzanti, i tre si godono l’umiliazione di El Diablo che, inginocchiato, farfuglia risposte vaghe alle loro domande malvagie.

L’uomo col cespuglio di capelli sulla testa, quello coi buffi occhiali colorati le cui lenti specchiate nascondono uno sguardo crudele, solleva un angolo delle labbra sottili e da quel piccolo pertugio lascia uscire con un sibilo: “maaaa…..se la pagaiata laterale a un colpo e mezzo venisse eseguita nel Mar dei Caraibi e l’acqua di mare sostituita con grappa al mirtillo, durante un’eclissi di sole e con vento di 30 nodi proveniente da sud – sud ovest, quante pagaiate circolari dovresti fare per correggere la rotta fino in Australia?”.

Il tutto sciorinato con quell’accento ramanesco che a El Diablo ricordava i film del Monnezza, e sotto quel sole implacabile, quel cerchio di fuoco che sembrava martellargli il cervello.

I suoi amici, i suoi colleghi sono poco più in là, allontanati per non sentire le domande, anche loro arsi dal sole, anche loro coi polsi legati dietro la schiena; però sono seduti sul prato, raggruppati come una mandria in attesa del coltello del macellaio.

Nel gruppo, Sara Sa singhiozza silenziosamente, col viso abbassato per non farsi notare dal suo persecutore, il Grande Vecchio, il Gran Khan, quell’omone che, con la frusta in mano, si occupa sadicamente di non far scappare nessuno degli aspiranti, anzi, per molti, solo spiranti, istruttori.

El Diablo aggrotta le sopracciglia nel sentire la domanda dell’uomo col cespuglio di capelli, mentre uno spasmo di dolore proveniente dai polsi martoriati gli fa contrarre  le labbra in una smorfia; ed è a quel punto che interviene l’altro, quello più raffinato, più anziano, chioma candida, che tirando una voluttuosa boccata di fumo dal narghilè che sta ai suoi piedi, abbassa il capo e guardando El Diablo da sopra gli eleganti occhiali azzurrati, quasi emettendo un sospiro dice: “intanto che conti le pagaiate circolari fino in Australia, potresti dirmi cosa c’è scritto DIETRO il cartellone della FICT?”.

Maledetto!!!

C’è scritto, piccolo piccolo, in un angolino “Tipografia F.lli Comastri- Iseo”, ma io come cavolo posso saperlo?

Mai stato da queste parti, mai visto prima un cartellone della FICT che, leggo solo ora sul davanti, significa “Fornicatori Indefessi Con Truculenza”.

Ma che posso saperne io???

Sicuro di dare il colpo di grazia interviene il terzo, quello silenzioso con la lunga barba nera e un turbante a trattenere la folta chioma corvina.

“colleghiamoci un pò col BLS”

dice

“poniamo il caso che mentre conti le tue brave pagaiate circolari nel Mar dei Caraibi, un gabbiano ti si avventi contro e ti estirpi col becco entrambi i bulbi oculari e un branco di barracuda, attirato dal sangue ti amputi tutte e dieci le dita delle mani; ipotizziamo che a quel punto un tuo amico canoista perda i sensi alla vista di tanto strazio e necessiti di soccorso.

La domanda è:  come fai a telefonare al 118 senza occhi e senza dita?”

La mandibola di El Diablo rimane aperta, l’occhio sbarrato testimonia che dentro quella testa una miccia si è accesa e tra poco scoppierà tutto;  anzi subito, non tra poco!!!

Il mondo cambia colore, diventa rosso intenso, lampi si susseguono rapidissimi, i tre davanti a lui appaiono nella loro vera natura , dei mostri alieni armati di tentacoli!!!

In meno di un niente la mano destra di El Diablo, lacerando la pelle delicata del polso, si è liberata, si è portata alla cinta dei pantaloni e ha estratto in un lampo la fedele Glock.

Tutto in un istante!!!

El Diablo esplode un colpo buttandosi da un lato per evitare la reazione dei tre e ….il mondo si ferma!!!

El Diablo rimane sospeso invece di toccare terra, il proiettile  appena uscito con una fiammata e uno sbuffo di fumo dalla canna della Glock, è in direzione dei tre, ma fermo, minaccioso ma immobile in questo incredibile fermo-immagine.

I tre non sono stati meno immediati; l’uomo col cespuglio di capelli ha estratto dalla sacca stagna un MP7 ( secondo lui una mitragliatrice leggera è indispensabile nell’attrezzatura di qualunque canoista) e ha già esploso una lunga raffica, quello raffinato con gli occhiali azzurri ha sguainato dal manico di una pagaia uno spadone da samurai e lo brandisce sopra la testa, il barbuto si è alzato rivelando una lunga tonaca nera e impugnando un kalashnikov AK-47; dannato, dovevo capirlo subito che era un talebano prestato alla causa della FICT!!!

Più in là il Gran Khan ha preso a frustare alacremente il gregge degli esaminandi dai polsi legati.
L’universo è fermo in questo microcosmo, El Diablo proteso su un fianco a mezzo metro da terra, il suo proiettile di poco uscito dalla canna, minacciosamente  diretto verso i tre; a loro volta i tre sono come fotografati nella loro immediata reazione, l’uomo col cespuglio in testa, il raffinato, il talebano, tutti nell’atto di impugnare le armi per eliminare quel ribelle infame che si rifiuta di contare le pagaiate circolari.

In questo mondo cristallizzato, quasi un’istantanea di una scena del crimine, all’improvviso…..un barbaglìo, …….un luccichìo arriva nell ‘occhio di El Diablo.

Cos’è?

Mi infastidisce non riesco a mirare bene!

Cosa succede?

il mirino laser dell’MP7?

Un sussulto.

Un raggio di luce fortissimo mi acceca….

Apro gli occhi, li stropiccio e vedo Marcone davanti alla commissione d’esame che, con le braccia alzate,  agita le mani nel tentativo di segnalare “prendi la corda”.

Il sole si riflette sul quadrante dell’orologio di Marcone e manda raggi direttamente nel mio occhio socchiuso.

Ma come?

Intorno a me i miei amici assistono agli esami, chi ridacchia, chi invece veloce veloce va a rivedere un particolare sul manuale, però tutto sereno, rilassato.

Seduti dietro al tavolino la commissione d’esame formata da Maurizio, Francesco e Ascanio stanno pazientemente cercando di far capire a Marcone che i saluti a mani aperte in fiume sono certamente graditi, ma non così necessari.

Tutto rilassato, pacifico, giusto, tutto così FICT!!!

Ma allora….. mi ero assopito dopo il panino di mezzogiorno col tiepido sole di fine settembre sul viso e ….ho sognato tutto!

L’esame, le prove in acqua, tanti, tutti amici, le domande , la pazienza e la disponibilità della commissione, un clima stupendo, una famiglia che ti accoglie e ti abbraccia.

Alla fine tante foto, tanti sorrisi, tanti progetti….

….con la FICT( Federazione Italiana Canoa Turistica) si sta bene!

Non crediate però che il brevetto sia regalato!

Tutti abbiamo studiato, provato e riprovato, ci siamo impegnati e siamo stati bravi e orgogliosi di averlo fatto!

Ma allora perchè quel brutto sogno?

Mah, sarà stato qualcosa nel panino!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.